Ho trovato un nuovo parco giochi!
E che potrebbe essere, indovinate un po’, se non un ulteriore, a me finora sconosciuto, mercato delle vettovaglie!
Si, perché dopo un sacco di tempo alla ricerca, fondamentalmente, del tempo di andarci, finalmente mi ritrovai scendendo i gradini del Tram 27 per mettere piede nel variopinto mondo dell’ Elisabethplatz di Monaco.
Si, un vero e proprio paradiso di quelli da caccia al tesoro, una giungla di casette quasi-rustiche dal soffitto basso dischiude specialità gastronomiche di svariato tipo, dalla cucina sarda alla spagnola, passando per verdura biologica, pane a lievitazione naturale, eserciti di marmellate chutney conserve e gelatine etichettate a mano come-mammà-le-farebbe fino a crudeli macellai con sanguinolente offerte speciali di pulcini neonati spennati freschi… insomma, c’é di tutto.
E allora inutile dire che la prima oretta la si dedica alla perlustrazione guardinga allo stato puro, fatta di osservare, esaminare, annusare, toccare dove toccar si puó, leggere dove c’é etichetta, assagiare se é concesso.
La fase due del contatto prevede l’entrata in scena degli (ignari) commercianti, a mio modesto parere i massimi esperti in materia (secondo il mio motto del “se lo vendi devi sapere cos’é, nonché i mille usi e impieghi annessi e connessi”). In altre parole, hanno inizio gli interrogatori di terzo grado su tutto ció che, durante il round uno, ha richiamato in qualche modo la mia attenzione. Va da sé che alcune conversazioni possono terminare nel giro di pochi monosillabi (bancarella bocciata, perdonatemi ma sono spietata nel selezionare i miei rifornitori di materie prime;) ) mentre altre possono svolgersi anche nel piacevole e impercettibile arco di una buona mezz’ora. Come accadde alla bancarella delle verdure dimenticate, dove mi ritrovai amorevolmente coccolata di informazioni e delucidazioni riguardo a pastinache, patate viola, navoni, radice di curcuma e suoi usi nella cucina non-solo-indiana nonché qualche altra nozione sparsa di verdure e tuberi che a parte i nonni non conosce piú nessuno e che questa bancarella (miracolosamente!) tiene in vita. Un’ ode alla pazienza della cara signora conservatrice del patrimonio verduristico, dunque.
Finalmente, si compra. MAI senza un notevolissimo sforzo di autocontrollo costretto, onde evitare un ritorno a casa in compagnia di una mezza dozzina di scatole di mantecados spagnoli imbustati assieme a otto tipi diversi di sale e una decina di chili di zavorra tra frutti esotici e verdure cadute nell’oblio…
E fu lí che lui ci si piazzó in mezzo al cammino.
“Guaaaaaarda, un zapallito!” Nell’esclamazione del mio ragazzo riecheggiava un certo grado di nostalgia.
Perché dovete sapere che in Argentina il Zapallito é la zucchina. Ed é tonda.
Cioé, mentre qui la zucchina solitamente é allungata e la quella tonda rappresenta un’eccezione in quanto varietà ricercata (chiamata, tra l’altro, Ronde de Nice, o “rotonda di Nizza”), laggiú é la zucchina allungata ad essere una roba sensazionale, mentre tutti conoscono perfettamente il loro caro vecchio e panciuto Zapallito. (Questo, poi, é solo uno dei curiosi fenomeni gastronomici che mi fanno sorridere dell’Argentina, come il fatto che laggiú gli gnocchi li mangiano sempre il 29 del mese e con una banconota sotto il piatto, o che non hanno mai visto né il cavolo rapa né i knödel ma in compenso hanno evoluto minuziosissimamente l’ arte del taglio della carne fino a giungere a quarantanove tipi di taglio diversi, contando solo quelli del manzo.Per esempio)
Ad ogni modo, per tornare alla nostra cara zucchina tonda della nostalgia, era inevitabile che Zapallito fosse subito adottato e portato via con noi, per farci compagnia in veste di gala quella stessa sera. Per cena.
Ecco come:
Zucchino tondo ripieno su letto di verdurine mediterranee

Ingredienti, per due zucchine ripiene e 3-4 persone mangianti:
- 2 zucchine tonde
- 250 g di carne macinata mista
- 1 piccola cipolla tritata non troppo fine
- 1-2 spicchi d’aglio tritati
- un paio di fette di pane secco (o se non ne avete, 3 cucchiai di pane grattugiato)
- un po’ di latte
- un paio di cucchiai di parmigiano grattugiato
- se vi ci piace, del formaggio tagliato a pezzetti , 2-3 cucchiai (io ho preso della mozzarella)
- prezzemolo tritato, 2-3 cucchiai
- Sale e pepe
- un tuorlo d’uovo
- qualche altra verdura per fare il “letto” (per esempio melanzane, funghi, zucca, spicchi d’aglio), tagliata in pezzi della stessa grandezza
- olio d’oliva
Per prima cosa mettete il pane secco ammollo nel latte. Mentre si ammorbidisce, triturate cipolla e aglio e lavate il zapallito (la buccia rimane).
In una ciotola, mischiate carne, cipolla, aglio, formaggi, spezie, prezzemolo e tuorli. Strizzate il pane e aggiungetelo alla massa (oppure mettete adesso il pangrattato). Mischiate bene con le mani.
Adesso preparate la zucchina: asportate il “coperchietto” , tagliando una fetta un paio di centimetri al di sotto del picciólo della zucchina. Da questo taglio poi, procedete a svuotare la zucchina con un cucchiaio, mettendo da parte la polpa che estraete e che piú tardi useremo per il “letto”.
Riempite la zucchina con la carne, decorate con una spolveratina di pepe e un paio di semini di girasole (se ce li avete in giro che vi avanzano…) e tappate col coperchietto. Ripetete il tutto con la seconda zucchina.
Spennellate una pirofila da forno con dell’olio d’oliva, metteteci i pezzi di zucchina rimasti e le altre verdure di contorno, condite con un altro po’ d’olio, sale e pepe, infine piazzateci in mezzo le due zucchine. Infornate a 180-200°C per circa 30-40 minuti (dipende un po’ dalla grandezza).
Durante gli ultimi cinque minuti, infilate anche una baguette nel forno, per degustare il tutto assieme a un buon pezzo di pane croccante…
buon appetito!

Deutsche Version hier.








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